Custode

Vecchio armadio,

le tue braccia chiuse

ed una chiave si aggrappa al tuo cuore,

dentro te qualche libro,

qualche foto, qualche abito smesso,

quanto siamo simili.

Guardi i passanti in cerca di qualcuno

che ti riempia,

che ti affidi qualcosa che è stato suo,

che si fidi di te.

Aspetti statuario, come tutti noi,

di far tesoro di emozioni che

dopo poco tempo diventeranno e resteranno

nient’altro che ricordi.

Dentro te, tutto ha valore,

tutto diventa importante,

tutto è custodito ed ha un suo posto,

i tuoi ricordi di carta e cotone

riposano,

in attesa,

qualcuno li indosserà,

qualcuno li leggerà,

qualcuno diventerà parte di qualcosa

che a lungo hai tenuto per te soltanto.

Può un armadio lacrimare?

Nei suoi lunghi silenzi,

tra un’emozione,

un’idea,

un ricordo,

scende una lacrima tra le gelose ante.

Ignorato, sfruttato e commosso

si accascia, anche lui vittima del tempo che scorre,

salutando l’ultimo dei suoi averi,

con il rimorso di non conoscere parole

per dirgli

che è stato amato.

Nel fragoroso rumore del legno,

che urla ad ogni colpo d’ascia che lo frantuma,

guarda la chiave

un tempo appesa al suo cuore,

allontanarsi dalle sue braccia

ormai deboli

e nel calore del camino

una parte di lui potrà vedere

cosa c’è dopo la morte.

Nessuno piangerà per te,

nessuno ti ricorderà

ma sarai capace,

con il tuo calore

di far parte, anche solo per pochi minuti,

di uno dei tanti passanti

che in vita osservavi con occhi languidi.

Io non ti dimenticherò mai.

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